Rilevazione gas negli spazi confinati: cosa controllare prima di entrare e durante il lavoro
- 12 ore fa
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Negli spazi confinati uno dei pericoli più insidiosi è quello che non si vede.
Una cisterna, un serbatoio, un pozzetto, un silos o un cunicolo possono sembrare ambienti perfettamente accessibili e non presentare alcun segnale evidente di pericolo. L'atmosfera presente al loro interno, però, può essere molto diversa da quella esterna e presentare condizioni incompatibili con un'attività lavorativa sicura.
Carenza di ossigeno, presenza di sostanze tossiche o formazione di atmosfere infiammabili ed esplosive sono rischi che non possono essere valutati semplicemente osservando l'ambiente.
Per questo la rilevazione gas negli spazi confinati rappresenta una delle fasi fondamentali nella preparazione dell'intervento.
Ma effettuare una misurazione prima dell'ingresso è sufficiente? Quali sostanze bisogna ricercare? E cosa succede se le condizioni cambiano mentre gli operatori stanno già lavorando?
Vediamo come affrontare correttamente il problema e perché l'analisi dell'atmosfera deve essere inserita all'interno di una procedura di sicurezza molto più ampia.

Perché l'atmosfera di uno spazio confinato può diventare pericolosa
Gli ambienti confinati sono spesso caratterizzati da aperture limitate e da condizioni di ventilazione naturale sfavorevoli. Proprio queste caratteristiche possono favorire l'accumulo di sostanze pericolose o determinare una variazione della concentrazione di ossigeno.
Il problema è che molte delle condizioni più pericolose non sono percepibili attraverso i sensi.
Non bisogna quindi pensare che un ambiente sia sicuro semplicemente perché non si avvertono odori particolari o perché in passato vi si è già lavorato senza problemi.
Le condizioni possono cambiare in funzione delle sostanze precedentemente contenute, delle lavorazioni eseguite, della ventilazione, dei processi biologici o chimici presenti e persino delle attività che gli stessi operatori stanno per svolgere.
Carenza o eccesso di ossigeno
Una concentrazione non adeguata di ossigeno può creare condizioni estremamente pericolose.
La carenza può essere determinata, ad esempio, da processi di ossidazione, fermentazione, presenza di altri gas che sostituiscono l'ossigeno o particolari lavorazioni.
Anche un'atmosfera eccessivamente arricchita di ossigeno rappresenta però un rischio perché può aumentare sensibilmente la possibilità e l'intensità di un incendio.
Gas e vapori tossici
All'interno di alcuni ambienti possono accumularsi sostanze pericolose come monossido di carbonio, idrogeno solforato o altri contaminanti derivanti dal processo produttivo, dai materiali presenti o dalle lavorazioni.
L'esposizione può provocare intossicazione, perdita di coscienza e, nelle situazioni più gravi, conseguenze mortali.
Atmosfere infiammabili o esplosive
Gas, vapori e polveri combustibili possono inoltre creare un'atmosfera nella quale una sorgente di innesco è sufficiente per provocare un incendio o un'esplosione.
La valutazione dell'atmosfera diventa quindi essenziale non solo per stabilire se una persona possa entrare, ma anche per determinare quali attrezzature e procedure possano essere utilizzate in sicurezza.
Quali gas bisogna controllare prima di entrare
Non esiste una lista universale di quattro o cinque gas da misurare in qualsiasi spazio confinato.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti da comprendere.
La scelta dei parametri da monitorare deve derivare dalla valutazione dei rischi specifica dell'ambiente e dell'attività che deve essere eseguita.
Tra i parametri frequentemente considerati possono rientrare:
concentrazione di ossigeno;
monossido di carbonio (CO);
idrogeno solforato (H₂S);
presenza di gas o vapori combustibili;
eventuali sostanze chimiche specifiche legate all'impianto o al processo produttivo.
Una cisterna utilizzata per determinate sostanze, un pozzetto fognario e un serbatoio industriale non presentano necessariamente gli stessi rischi.
Per questo motivo non è corretto applicare automaticamente la stessa procedura di misurazione a qualsiasi ambiente.
Conoscere la storia dell'ambiente
Prima ancora di utilizzare lo strumento è importante sapere cosa è successo all'interno dello spazio confinato.
Cosa conteneva?
È stato bonificato?
Quali lavorazioni sono state effettuate precedentemente?
Sono presenti tubazioni collegate?
Possono verificarsi immissioni accidentali di sostanze?
Queste informazioni aiutano a stabilire quali contaminanti ricercare e quali procedure adottare.
Come effettuare la rilevazione gas negli spazi confinati prima dell'accesso
La rilevazione deve avvenire prima che l'operatore entri nello spazio confinato.
Lo scopo è verificare che le condizioni atmosferiche siano compatibili con le procedure previste e individuare eventuali situazioni di pericolo prima di esporre una persona.
Ma c'è un aspetto spesso sottovalutato: l'atmosfera all'interno dello stesso ambiente può non essere uniforme.
Gas e vapori con caratteristiche differenti possono distribuirsi diversamente nello spazio.
Per questo una misurazione effettuata solamente in prossimità dell'apertura potrebbe non rappresentare necessariamente le condizioni presenti più in profondità.
La strategia di campionamento deve quindi essere definita in funzione della geometria dell'ambiente, delle sostanze potenzialmente presenti e delle caratteristiche dell'intervento.
Prima dell'accesso devono inoltre essere verificate le condizioni dello strumento utilizzato, secondo le indicazioni del produttore e le procedure previste.
Misurare prima di entrare non basta: il monitoraggio durante il lavoro
Questo è probabilmente il concetto più importante dell'intero intervento.
Un ambiente considerato sicuro alle 9:00 non è automaticamente sicuro alle 10:30.
Le condizioni atmosferiche possono modificarsi mentre l'attività è in corso.
Le lavorazioni possono cambiare l'atmosfera
Immaginiamo che all'interno dello spazio confinato vengano effettuate:
saldature;
operazioni di pulizia;
utilizzo di solventi o prodotti chimici;
movimentazione di fanghi o residui;
lavorazioni che producono fumi, vapori o polveri.
Ognuna di queste attività può modificare le condizioni iniziali.
Anche un'interruzione o un malfunzionamento della ventilazione può determinare rapidamente una situazione differente rispetto a quella rilevata prima dell'ingresso.
Per questo, quando la valutazione del rischio lo richiede, il monitoraggio dell'atmosfera deve accompagnare l'attività e consentire agli operatori di individuare tempestivamente eventuali variazioni pericolose.
Rilevatore portatile, multigas o sistema fisso: cosa cambia
La scelta dello strumento dipende ancora una volta dal rischio.
I rilevatori portatili permettono all'operatore di avere uno strumento compatto che può accompagnarlo durante l'intervento.
I dispositivi multigas possono monitorare contemporaneamente più parametri e sono particolarmente utili quando devono essere tenute sotto controllo differenti tipologie di rischio.
In determinati contesti industriali possono invece essere presenti sistemi fissi di monitoraggio destinati a sorvegliare continuativamente determinate aree.
Non è però il numero di sensori a rendere automaticamente uno strumento adatto.
La domanda corretta rimane:
quali rischi dobbiamo rilevare in questo specifico ambiente?
Solo dopo aver risposto a questa domanda è possibile individuare lo strumento e i sensori appropriati.

Gli errori nella rilevazione gas che possono mettere a rischio gli operatori
Possedere un rilevatore non significa automaticamente lavorare in sicurezza.
Lo strumento deve essere correttamente selezionato, gestito e utilizzato da personale che sappia interpretarne le indicazioni.
Tra gli errori da evitare troviamo:
Utilizzare uno strumento non adatto al rischio
Un rilevatore può funzionare perfettamente ma essere completamente inutile se non dispone del sensore necessario per individuare la sostanza presente.
Effettuare la misurazione solamente all'ingresso
Controllare l'aria vicino all'apertura e considerare automaticamente sicuro l'intero ambiente può fornire una rappresentazione incompleta delle condizioni effettive.
Considerare valida una misurazione per tutta la durata dell'intervento
Come abbiamo visto, le condizioni possono cambiare.
Il controllo iniziale rappresenta quindi una fotografia di quel preciso momento, non una garanzia permanente.
Trascurare controllo e manutenzione dello strumento
Rilevatori e sensori devono essere gestiti secondo le istruzioni del fabbricante, comprese le verifiche funzionali, la manutenzione e le eventuali calibrazioni previste.
Non sapere cosa fare quando scatta un allarme
La tecnologia serve solo se è inserita all'interno di una procedura.
Gli operatori devono sapere esattamente come comportarsi in caso di superamento delle soglie previste.
Cosa fare quando viene rilevata un'atmosfera pericolosa
L'allarme di un rilevatore non è qualcosa da "gestire mentre si continua a lavorare".
Indica che le condizioni previste dalla procedura potrebbero non essere più rispettate.
A seconda della valutazione dei rischi e delle circostanze può essere necessario interrompere l'attività, impedire o sospendere l'accesso, evacuare gli operatori e procedere alla messa in sicurezza dell'ambiente.
Tra le misure che possono essere previste rientrano:
ventilazione o ricambio forzato dell'aria;
eliminazione o isolamento della sorgente del contaminante;
nuova misurazione dell'atmosfera;
utilizzo degli specifici apparecchi di protezione delle vie respiratorie quando previsto dalla valutazione del rischio;
rivalutazione delle condizioni prima di autorizzare nuovamente l'accesso.
L'aspetto fondamentale è che queste decisioni non devono essere improvvisate nel momento dell'emergenza.
Devono essere definite prima dell'intervento attraverso procedure operative e di emergenza adeguate.
Perché affidarsi a Tecnoliving per gli interventi negli spazi confinati
Lavorare in uno spazio confinato significa mettere insieme competenze diverse: valutazione del rischio, strumentazione, DPI, procedure di ingresso, sistemi di comunicazione, recupero e gestione dell'emergenza.
La rilevazione gas è quindi fondamentale, ma rappresenta solamente uno degli elementi di un sistema di sicurezza più ampio.
Ed è proprio qui che l'esperienza di Tecnoliving assume particolare valore.
Tecnoliving non si limita alla fornitura delle attrezzature o alla formazione degli operatori: può essere contattata direttamente per eseguire interventi in spazi confinati con personale qualificato e attrezzature specifiche.
Questo permette alle aziende di affidarsi a un interlocutore che conosce concretamente le problematiche che possono presentarsi sul campo e può affrontare l'intervento considerando l'intero processo:
analisi preventiva delle condizioni operative;
individuazione dei rischi;
utilizzo della strumentazione appropriata;
scelta dei DPI necessari;
procedure di accesso e uscita;
sistemi di comunicazione;
predisposizione delle modalità di recupero ed emergenza.
La sicurezza negli spazi confinati non dipende infatti da un singolo dispositivo, ma dalla capacità di progettare e gestire correttamente l'intervento nel suo complesso.
Negli spazi confinati il pericolo più grave può essere invisibile
Un ambiente può sembrare perfettamente normale e presentare, contemporaneamente, un'atmosfera incompatibile con la presenza di un lavoratore.
È questa caratteristica a rendere gli spazi confinati particolarmente insidiosi.
La rilevazione dell'atmosfera, il monitoraggio durante le attività e la capacità di interpretare correttamente i dati sono quindi elementi fondamentali di una procedura di lavoro sicura.
Non basta avere un rilevatore.
Bisogna sapere cosa cercare, dove cercarlo, quando misurarlo e soprattutto cosa fare quando qualcosa cambia.
Devi eseguire un intervento in uno spazio confinato?
Tecnoliving può supportare la tua azienda dalla valutazione preliminare fino all'esecuzione dell'intervento, mettendo a disposizione competenze, personale qualificato e attrezzature specifiche per operare in sicurezza.
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